










Pubblicare un'immagine di questo tipo nel principale sito di microstock al mondo, può senza dubbio essere etichettata come "provocazione" (specie se si considera l'attuale panorama politico italiano), tuttavia "provocare" non era il nostro unico obbiettivo, abbiamo infatti cercato di valorizzare lo "stereotipo italiano" dipingendolo in quella tipica ambientazione che ci ha resi famosi in tutto il mondo. Ci piace pensare che, un'immagine dell'Italia realizzata da italiani, (che ha come vetrina il mondo intero) possa nel suo piccolo contribuire a quel lento, ma inevitabile cambiamento del sistema.
Uno degli aspetti più divertenti del nostro lavoro è quello di ricreare un'ambientazione, curando la parte storica, la scenografia, i costumi, gli oggetti di scena e tutti quei particolari che contribuiscono ad ottenere un'immagine d'impatto.
Abbiamo scelto come concept la famiglia mafiosa italo-americana degli anni '30/'40. Ci siamo ispirati alle immagini della cinematografia ("Gli intoccabili", "Il padrino", "Chi ha incastrato Roger Rabbit", "Nemico pubblico", "C'era una volta in America", "Era mio padre", ecc...) per coglierne gli aspetti emotivamente più interesanti, dopo di che ci siamo messi all'opera nella ricerca del materiale. Abbiamo costruito un tavolo rotondo delle dimensioni corrette (per comporre l'inquadratura) e rivestito con il classico tappeto verde. Abbiamo recuperato un vecchia macchina da scrivere (un gioiellino per i collezionisti) e un telefono analogico con cavo di seta. Il whiskey è una cola diluita, mentre i sigari sono veri toscani originali.
Illuminazione.
L'illuminazione è stata concepita per comunicare le atmosfere cupe degli ambienti clandestini e nel contempo l'intimità del clima "famigliare". La luce principale arriva dall'alto: avevamo bisogno di un accessorio fotografico che illuminasse la scena con l'effetto desiderato e nello stesso tempo potesse entrare in scena simulando un vecchio lampadario. Un nostro amico collega ci ha trovato la soluzione perfetta prestandoci un riflettore a campana, grazie Damiano (www.damianoandreotti.com). Un flash frontale diffuso con un bank per schiarire i primi piani e un altro posteriore/alto per illuminare i capelli e dare luce volumetrica al fumo. Altri due piccoli flash speedlight ci hanno aiutati a creare qualche riflesso d'effetto. Il fondo nero a circa 2 metri di distanza (se avessimo lo studio più grande lo avremmo messo a anche a 4) e la macchina del fumo hanno fatto il resto.
Backstage






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